Questa una delle preoccupazioni maggiori dei genitori e non solo.
Il cosiddetto “piede piatto” è motivo di una delle prime visite ortopediche pediatriche per tantissime famiglie.

I piedi piatti sono davvero un problema?
I medici concordano nel dire che: tutti i bambini hanno i piedi piatti. Persino fino a 6/8 anni momento di evoluzione della volta plantare del piede in cui dovrebbe assumere una direzione giusta, c’è il rischio di non riuscire a capire la formazione corretta del piede.

I piedi dei bambini nel corso della crescita sono quindi in continua evoluzione e non bisogna mai ostacolare troppo questa “metamorfosi”.
Sarà quindi bene consultare il proprio pediatra per ogni dubbio, e magari per tranquillizzarsi, senza prendere iniziative drastiche come plantari o scarpe ortopediche senza avere la certezza che siano davvero necessarie.

Piedi piatti: quando intervenire?
In caso di patologia, i medici raccomandano di aspettare almeno i 10/12 anni per intervenire anche chirurgicamente. Prima di allora è fortemente sconsigliato. Sarà invece opportuno sorvegliare la crescita del bambino e consultare il pediatra iniziando ad agevolare sempre più il bambino nei suoi primi passi.

Come aiutare il bambino ad avere la giusta postura?
Lasciandolo libero il più possibile.
Lasciare in casa il bambino scalzo (o con calzini antiscivolo) può essere un’ottima alternativa.
Farlo camminare sulla sabbia pare essere una tra le idee migliori per aumentare la sensibilità dei piedi del bimbo, per imparare a mantenere l’equilibrio su diverse superfici e per stimolare la formazione dell’arcata plantare. I gruppi muscolari sono ovviamente più stimolati su terreni sconnessi come la sabbia.
Per l’esterno scegliere sempre una calzatura adatta al piede del bambino.
Le calzature Walkey sono progettate e realizzate per rispondere perfettamente a specifiche esigenze anatomiche, come la tomaia  rigorosamente in pelle, la suola ampia e flessibile con tassello antiscivolo,  una struttura costruita per permettere l’agevole alloggiamento e l’articolazione di piede e caviglia, assecondando la libertà di movimento anche sulle punte o in corsa.